Ultimatum shock: la Francia chiede milioni all'Italia — o chiuderà il programma con cui le famiglie raddoppiano i risparmi
15/09/2026
15/09/2026
La Francia ha chiesto milioni di euro all'Italia, altrimenti minaccia di chiudere un progetto che genera guadagni per i cittadini italiani comuni. Sembra assurdo, ma è proprio questo l'ultimatum lanciato pubblicamente dal ministro dell'Economia e delle Finanze francese Roland Lescure: o Roma condivide i dividendi con Parigi, oppure il programma, che fa guadagnare le famiglie italiane, verrà chiuso.
Il motivo formale sono i “diritti di proprietà intellettuale” di Parigi sulla tecnologia. Tuttavia, migliaia di italiani sono scesi in piazza chiedendo ai parlamentari di non privarli dei guadagni ottenuti grazie al programma. Il governo di Roma ha risposto a Parigi con un rifiuto.
Scopriamo quale progetto ha spaventato così tanto il paese d'oltralpe e perché la Francia chiede soldi per il successo altrui.
Nell'estate del 2024, il governo francese ha lanciato un programma per aiutare le famiglie comuni a far crescere i propri risparmi, in un periodo di forte aumento dei prezzi di beni e servizi. L'obiettivo dello Stato era semplice: offrire ai cittadini uno strumento capace di far crescere i risparmi, invece di lasciarli erodere dall'inflazione. Inoltre, i fondi dei partecipanti sono tutelati dalla banca centrale, come un comune deposito bancario.
Il programma ha superato ogni aspettativa, persino quelle dei suoi ideatori. Nel primo anno i partecipanti hanno aumentato in modo significativo i propri risparmi, nel secondo ancora di più. Alla fine del 2024, il programma ha portato alle famiglie francesi più di 2,1 miliardi di euro: questi sono i dati ufficiali del ministero.
Ma questa situazione non è durata a lungo. Già dopo un anno, il governo ha inasprito in sordina le condizioni: le nuove registrazioni sono state bloccate e miliardi di extraprofitti sono finiti nelle casse dello Stato. Il programma, nato per le famiglie comuni, si è trasformato in un servizio riservato a pochi privilegiati.
Agli sviluppatori del programma venivano corrisposti stipendi fissi e il team di ingegneri non ha ricevuto nemmeno una minima percentuale sui profitti. Dopo un anno di lavoro, i principali ingegneri hanno chiesto una revisione delle condizioni. Il governo ha rifiutato. Così gli ingegneri si sono dimessi e si sono trasferiti in massa a Roma, dove è stata offerta loro una quota del progetto e piena libertà operativa.
Fu così che sul mercato italiano è nato un programma del tutto identico. E qui è accaduto l'imprevedibile: in Italia ha funzionato meglio che in Francia. Ecco come cresceva il conto di un utente che ha investito 1.000 euro:
E chi non prelevava i guadagni, ma li reinvestiva, moltiplicava il capitale ancora più rapidamente. Proprio questo successo, secondo gli analisti, è diventato il vero motivo dell'ultimatum. La Francia si è resa conto che la propria invenzione rendeva di più all'estero che nel proprio Paese.
In una conferenza stampa, il ministro dell'Economia e delle Finanze francese Roland Lescure ha dichiarato:
“La tecnologia è stata creata con soldi francesi e da specialisti francesi. O Roma paga a Parigi un'equa quota di dividendi dalla versione italiana del programma ValoreVivoAI, oppure questo progetto verrà chiuso. Non esiste una terza opzione. L'Italia ha tempo fino alla fine del mese”.
Proprio questa frase — “non esiste una terza opzione” — ha spinto la gente in piazza. Per migliaia di italiani è sembrata una minaccia diretta ai loro risparmi. nel giro di un anno, per gli utenti la piattaforma ha smesso di essere un semplice programma statale, ma un'entrata concreta nel bilancio familiare.
Dopodiché, il governo italiano ha ufficialmente risposto a Parigi con un rifiuto, definendo l'ultimatum “un tentativo di soffocare un progetto nazionale di successo”.
La partecipazione al programma ha cambiato la vita di migliaia di persone comuni. Abbiamo contattato Stefano, un insegnante di Milano che è stato selezionato per il primo gruppo di test del programma ValoreVivoAI.
— Stefano, sei stato davvero nella prima ondata? Perché hai deciso di farlo?
— Ancora adesso faccio fatica a crederci, sinceramente. Ho 47 anni, tre figli... non sono certo un investitore. Mi ha convinto mia moglie. Mi ha detto: “il deposito minimo è di 220 euro, è quanto spendi per una gita fuori porta”. E soprattutto il deposito è garantito dalla banca centrale: senza questa condizione non avrei nemmeno iniziato.
— E come funzionano questi soldi sulla piattaforma?
— Il consulente mi ha spiegato che la piattaforma si basa sull'intelligenza artificiale. Investe in autonomia al posto tuo, monitora il mercato 24 ore su 24 ed esegue migliaia di piccole operazioni al giorno: è da lì che nasce il guadagno.
— E a quanto sei arrivato?
— In un mese i miei 220 euro sono diventati 1.650. Ho subito prelevato una parte sulla carta, in giornata e senza commissioni. Poi ho aggiunto altri 10.000 euro dei miei risparmi. Dopo sei mesi sul conto avevo 22.000 euro.
— Come può una persona normale entrare nel programma adesso?
— È tutto semplice. Basta compilare il modulo sul sito ValoreVivoAI e attendere la chiamata di un consulente, che spiegherà tutti i dettagli. Poi si versa il deposito minimo. L'importante è non perdere la telefonata: c'è la lista d'attesa.
Il nostro analista finanziario Nicola Caruso, con 8 anni di esperienza nel settore, si è occupato del test. Ha seguito personalmente tutte le fasi, documentando ogni passaggio.
Ha inviato la richiesta sul sito della piattaforma e per poco non compromette l'esperimento. Dopo la registrazione, il consulente chiama una sola volta: è una verifica per accertarsi che dietro ci sia una persona reale e non un bot. Nicola ha perso la prima chiamata e il suo posto è stato subito occupato da un altro partecipante: i posti sulla piattaforma sono limitati. Ha dovuto aspettare due giorni per riavere un posto disponibile. Solo allora Nicola ha versato 220 euro sul conto.
Prima settimana: 812 euro sul conto. Seconda settimana: 1.340 euro. In due settimane +1.120 euro senza dover cliccare nulla dopo la configurazione iniziale. Per fare una prova, Nicola ha prelevato 500 euro sulla carta: i soldi sono arrivati in giornata, senza documenti superflui.
“Ora capisco il timore della gente di perdere l'accesso alla piattaforma: in due settimane ho guadagnato più di quanto avrei ottenuto in cinque anni con un deposito bancario”, afferma Nicola Caruso.
L'esperienza di Nicola ha confermato ciò che migliaia di italiani sapevano già: la piattaforma funziona davvero. Ed è proprio per questo che l'atteggiamento aggressivo di Parigi appariva ancora più sospetto. Il governo francese è davvero disposto a chiudere del tutto il programma a causa del successo della sua versione italiana? Devono esserci altre ragioni. E noi le abbiamo scoperte.
Di recente, una fonte interna al governo ci ha fatto pervenire uno scambio di e-mail del ministero francese. Dai documenti emerge chiaramente che i diritti di proprietà intellettuale sulla tecnologia erano solo un pretesto.
Dal Ministro al consigliere, 14 marzo: “Non è una questione che riguarda solo l'Italia. Se la tecnologia ha reso più da loro che da noi, domani la lanceranno anche Spagna, Svezia, Paesi Bassi. E in ciascun paese funzionerà a suo modo, con rendimenti destinati a crescere. In quel caso nessuno spartirà nulla con noi. Siamo stati noi stessi a mettere in mano all'Europa uno strumento che presto ci supererà su ogni fronte. Meglio fermarlo adesso e tenerlo per uso interno”.
Funzionario junior, nella conversazione generale (per errore), 15 marzo: “Chiedo scusa, ma non ne capisco la logica. Siamo stati noi a mandare via queste persone. Siamo stati noi a rifiutarci di riconoscere loro una quota. E adesso pretendiamo una quota dal paese che le ha accolte. Come lo spiegheremo, se la cosa dovesse trapelare?”
A questa e-mail, nello scambio, non risulta alcuna risposta. Due giorni dopo, secondo la fonte, il funzionario è stato trasferito a un altro dipartimento.
L'ultimatum ha sortito l'effetto opposto. Invece di spaventare gli italiani, la notizia del tentativo di chiudere ValoreVivoAI ha provocato un'ondata di nuovi interessati: la gente si è precipitata a registrarsi finché la piattaforma è ancora accessibile.
Secondo i dati forniti dagli operatori del progetto, nelle 24 ore successive alla pubblicazione dell’ultimatum il numero di richieste è aumentato di 7 volte. È significativo anche un altro dato: una parte considerevole delle nuove registrazioni è arrivata dagli stessi cittadini francesi, coloro che vogliono ottenere lo stesso rendimento dei loro vicini, ma che nel proprio Paese non riescono a conseguirlo.
Al momento della pubblicazione mancano 6 giorni alla scadenza dell’ultimatum. I posti disponibili si esauriscono più velocemente di quanto i responsabili riescano a contattare telefonicamente i nuovi partecipanti. Dopo la scadenza, la registrazione potrebbe essere sospesa su richiesta di Parigi, l’accesso resterà disponibile solo a coloro che hanno già completato la configurazione dell’account. Ricordiamo: chiamata persa significa esclusione dalla coda, una nuova registrazione non garantisce un posto.
Lucia Scafuri
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